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LA VOCE DEI CITTADINI DISABILI

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ANZITUTTO UN MEGA SALUTO ,
POI UN COMPLIMENTO PER IL TUO BLOG
CHE TRA L'ALTRO E' ANCHE UN MIO PROBLEMA...POI TI SPIEGO
VIA MESSAGGIO... MA SONO VENUTA A SCOCCIARE PERCHE' STO' FACENDO
NEL MIO BLOG UNA GARA DI CARTONI ANIMATI PER VEDERE
QUAL'E' QUELLO PIU' GETTONATO...
MI PIACEREBBE AVERE ANCHE IL TUO DI PARERE...NON C'E'
BISOGNO DI ISCRIZIONI NE NIENTE..VAI SUL POST E LO SCRIVI...
MA TI PREGO NN FARLO NEL GUESTBOOK COME TANTI ALTRI
CI CONTO E'???? CIAO ALLA PROX
Aug. 11
gwrote:
A tutti....
 
 
2008

I got my name in lights with notcelebrity.co.uk
Dec. 31
gwrote:
Un Sorriso  e una
 per tutti i cari amici che passeranno di quì
Tornate il 24 dicembre per
Scoprire Insieme cosa c'è nella scatolina!!!
***Auguri di Buone Feste***
Dec. 14
Silviawrote:
Giuro di aver scoperto l'esistenza di questo blog soltanto ora, in questo preciso momento, cercando informazioni su google (la ricerca era disabili amore).
Giuro di non essermi mai ispirata a voi ma data la coincidenza, non posso giurare di non prendere spunto in futuro.
Non capite il perchè di questo commento? Cliccate sul mio blog.
Buon lavoro, vedo che qui ce n'è molto!
Dec. 13
Maxwrote:
Complimenti!!! un blog diverso dai soliti, ben fatto e anche utili per chi è disabile come me. Spero riceverete molte visite e se avete voglia venite a vedere il mio. 
July 25

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4/21/2009

Racconto di Amiy

Premessa: Questo racconto personale della propria adolenscenza in maniera quasi fiabesca, a tratti profondamente toccante, ci è stato inviato da Amiy. Una giovane e bella ragazza, anche lei nostra amica affettuosa da anni, dal carattere simpaticamente spesso un po' esuberante ed allegro, che alterna a momenti invece di grande tristezza e solitudine. Ci ha chiesto di pubblicarlo lei, per rendere tutti partecipi delle sue emozioni esistenziali, di una vita  piuttosto travagliata. 

 

Racconto:

… Un momento della nostra vita, un attimo, un secondo, un micro-secondo e…… tutto cambia!!!… La vita scorre… ed eccomi qui già giovane donna. Diciottenne dal cuore empio di grandi sentimenti con la mente fervida di idee e speme. Eccomi qui una sera. Questa sera. Una sera qualunque… dove il buio è complice di mille pensieri che leggiadri si agitano al minimo alito di vento come delle aggraziate e tenui  falene.

Battito d’ali… spunti di passati, incancellabili memorie… Flashback…che ineluttabilmente e  magnificamente infiammano l’animo di brame mai sopite.

 Ieri ero bambina, oggi ragazza, domani già donna…  tutto come in un vorticoso, travolgente avvicendarsi di flash. Immemorabili flash che come un filo senza fine si collegano e si intersecano permettendoci di seguire il sentiero che la nostra vita percorre riconoscendo nel ricordo, negli errori, nelle gioie e nei dolori tutto il bene ed il male  che il filo della nostra vita c’insegna.

Indietro……indietro …1984…  anno importante!! Eccomi ora piccola, mi sembra sentirmi di nuovo piccola, sempre più piccola…… ecco i ricordi riaffiorare ……Una luce!!  Oddio, la luce!!  la prima luce che mi abbaglia e mi fa richiudere gli occhietti. Ma che razza di cosa è?!?Che luce è che fa così male? Non capisco, piango, sono agitata … AIUTOOOOOO!!! Ecco un ombra mi si avvicina, sento il suo calore, un rassicurante calore……accompagnato da un dolce e pacato suono che sembra accarezzarmi le orecchie donandomi placida certezza. Era la mia mamma, era chi mi amava, chi mi aveva  messo al mondo in quel paese della provincia partenopea.  Nola, si, questo è il nome del paese in cui nacqui …un paese di grandi memorie cristiane, di grandi eretiche filosofie e di magnifiche fastosità della tradizione locale.

Quante cose passavano nella mia testolina dinnanzi all’agitarsi mimico convulso, strano e buffo delle tante persone nuove che venivano a conoscermi per strapparmi un accenno di sorriso od un confuso gorgoglio di cui compiacersi l’un con l’altro. E, fra sorrisi e pianti, consensi e contrarietà, successi ed inevitabili ruzzoloni … poi, come d’improvviso arrivai ad un ulteriore traguardo.… Erano passati ormai due anni… ma,” Ehi! come sono cresciuta!!” Già abbastanza alta per quella età, capelli biondi miele e viso paffutello illuminato da guizzanti occhietti scuri da furbetta… Già correvo e… come correvo!! però non sapevo dove realmente volevo andare. Sapevo però, e sentivo già che quella via inebriante alla quale ogni mattina mi affacciavo fiduciosa mi avrebbe aperto le porte della conoscenza, del sapere, del… CHI SONO, del… PERCHE’ SONO. Non sapevo rispondere ed ancor oggi probabilmente non lo so esattamente, ma  intanto il mio fisico cresceva ed insieme ad esso anche i miei pensieri iniziavano ad essere più chiari..

6 ANNI!!… WOW, CHE TRAGUARDO!!!!… Ricordo quest’età come se fosse ieri!!…Fu allora che iniziai ad entrare effettivamente nella società cosiddetta civile, fu allora che iniziai i miei primi veri raffronti con altri bimbi miei coetanei con cui trascorrevo momenti di studio, gioco, riflessione e  scambio. Intanto gli anni scorrono veloci dinnanzi agli occhi della mia memoria evocativa e mi vedo crescere sempre di più e…… tutto d’un tratto eccomi all’età di nove anni. Anno 1993!! Anno davvero degno di nota nel percorso della mia crescita e della  mia educazione. Anno della mia “Prima Comunione” favolosamente abbinata alla ricorrenza del mio compleanno e “megalatticamente” festeggiato davvero “alla grande”.

Mi  avvicinai quel giorno al Signore e fieramente accettai di essere un Suo soldato dedito interamente alla diffusione ed alla profusione dei Suoi insegnamenti di Amore; ed è con quest’animo che spesso comunicai con il mio angelo custode con a cui chiedevo di far si che la nostra famiglia fosse sempre felice. Quanta ansia!!… Tremiti vibranti di emozioni attraversavano tutto il mio corpo, sapevo che quel giorno 10 ottobre 1993 sarebbe entrato dentro di me Gesù e mi avrebbe aperto le vie del cuore per aiutarmi a capire cos’è il bene e il male, a sostenermi nelle scelte ed a capire il perché siamo qui su questa terra.

TIC-TAC TIC-TAC TIC-TAC il tempo scorre inesorabilmente e la mente l’insegue  …1994…1995……1996……  e in un attimo… mi ritrovo da un paese solare, vociante e vibrante di mille sfumature come Nola ad un paese straniero, verdeggiante, freddo e risuonante di risciacqui fluviali e replicanti tamburellii come Pescia – paese in provincia di Pistoia nel nord est della lussureggiante Toscana. CAMBIO’ TUTTO NELLA MIA VITA!!!! Avevo 11 anni… e mi trovai d’improvviso catapultata qui, in una città piena di verde… colore della speranza… qui… per …

dimenticare il brutto e ricordare per sempre il bello del mio caloroso paese di origine. Ed è proprio qui che per la prima volta mi trovai dinnanzi ad una mia unica scelta. Compito già arduo per una “principiante della vita” e davvero per me ancor più ardua da portare a termine; dovetti scegliere la scuola da frequentare… e pensavo “Cosa? Dove? Perché devo andare li o di qua?”…mi veniva voglia di gridare “ Vooglioo tornaree a casaa!! Mamma aiuto voglio tornare la tua piccolina!!”

La vita é vita ed il tempo scorre e indietro si torna solo con i ricordi ed io ero cresciuta e dovevo decidere, perciò alfine decisi. Decisi per la scuola più verde di tutto il paese fiduciosa nella buona speranza che quel colore rappresenta. D’un lampo eccomi lì in una nuova classe, con nuove gente dappertutto, nuova casa, nuove strade, nuovi suoni, “NUOVO TUTTO” e perciò è da qui che inizia la mia nuova vita… molto diversa di com’era precedentemente…ma ugualmente bella (“il verde aveva funzionato!”) ed ancora meravigliosamente mi sentivo crescere e con me cresceva anche la mia personalità e le mie idee diventavano sempre più sicure. In quei momenti spesso mi dicevo: “Ehilà!!, Sto davvero diventando grande!!… Wow!! Che bello!!”. Il mondo sembrava davvero cominciare ad appartenermi e mi sentivo davvero pronta all’ascesa della mia vita……… ma…ecco… dopo poco… in un “click” …… un evento…… tragico evento, sconvolgente, sovversivo, scombussolante, spaventoso ed inopinato evento che in un baleno ti  dissesta tutto il tuo fare, il tuo dire, il tuo vivere. Truce e maligno 11 marzo 1996…nasce come un giorno tranquillo, un giorno come tutti gli altri… insieme a mio fratello si andava sereni per le vie del paese, attraversando il ponte Europa rimbombante dell’acque del torrente Pescia che scorrevano veloci verso il mare, assaporavamo felici questa nuova aria di paese straniero che a braccia aperte ci stava accogliendo e consapevoli e fiduciosi in un bel futuro ci apprestavamo a raggiungere le nostre rispettive scuole. Presi la salita che mi avrebbe portato fino alla scuola media di Valchiusa con foga e spensieratezza, giocando… correndo…e scherzando con i nuovi compagni di cui già amavo tutto. Risa gioiose, gridolini festosi, sussurri di segreti svelati, piccoli bisticci subitamente sopiti……e…… “Oh! Nooo!! La campanella!!… Nooooo…!!”  Bisogna  entrare, rientrare nei ranghi… “tutti in classe!!……anche questa è la vita!!”.  Ricordo … nella prima ora… c’era   Geografia ed io  pensai: “meno male che non interroga!”;  passarono solo  pochissimi attimi da quel mio beato pensiero che il mio corpo iniziò a provare un calore esplodergli dentro… qualcosa di anomalo che istantaneamente mi fece domandare fra me e me: “Cosa mi accade? Perché questo caldo? La giornata è fredda, perché sudo tanto?!!?”.  Non riuscivo a darmi una risposta e ciò  fece nascere e  salire la paura dentro di me. La mia compagna di banco si accorse del mio malessere e volle accompagnarmi fuori per starmi vicina, sempre più impaurita io non capivo cosa mi stava succedendo… Mi sentivo debole, senza forze sempre più e non potevo fare a meno di continuare  a chiedermi terrorizzata cosa stesse accadendo al mio organismo. L’agitazione e la preoccupazione divenne forte per tutti e perciò furono chiamati i miei che in brevissimo tempo e con volto ansioso corrono verso di me che intanto avevo le forze sempre più sminuite. Non riuscii a prendere la borsa… ad aprire la macchina.. e la paura mi attanagliava sempre più, barcollavo e le gambe sembravano diventarmi di burro. “Aiuto, ma cosa fai corpo mio!!!” pietosamente chiedevo a me stessa, ma non ricevevo risposte. L’ospedale, il Pronto Soccorso, gente bisognosa di cure che si lamentava e l’ansia terribile che ci assaliva aumentando nell’attesa del nostro turno.

All’improvviso …cosa accade? Il mio collo…!! Aiutooo!!!

Un dolore atroce me lo stava trafiggendo, sembrava quasi che mi avessero scagliato una colpo di martello; fu così che ancor più atterrita richiamai l’attenzione della mamma e mi accorsi di non riuscire ad indicarle il punto esatto del dolore. “Oddio!! Il mio braccio destro!!”  Aiuto… aiuto il mio corpo non reagisce ai miei impulsi…!!”; lo dissi a mia madre…e lei.. .- povera mammina mia - non immaginava…non poteva credere!  Alzò il mio braccio destro… e… lo vedemmo cadere giù flaccido come un sacco di patate svuotato. “No, no, non è possibile! Cosa sta succedendo!??”

 Spaventati, la mamma ed il papà quasi buttarono giù la porta che ci divideva dai medici ed in un attimo ero dentro…e… mi sdraiai su una barella credo… boh! non so, non ricordo bene, intorno a me tutti uomini con camici verdi o bianchi. Non distinguevo bene…e…”Ehi, Ehi..Ehi!! Non sento più il braccio sinistro, si è bloccato… ed intanto… le gambe… anche loro mi stavano lasciando. “Perché?!?? Perché??”… pensavo, cercando di chiedere alla mamma cosa mi stesse succedendo.

 Nessuno mi dava risposte raccomandandomi solo di stare tranquilla. Ma come si fa ad esserlo quando tutto il tuo corpo sfugge al tuo controllo ed anche il respiro ti diventa sempre più svigorito? Indebolito fino .. al punto di sentire di non poter respirare autonomamente? Ormai non riuscivo a capire davvero più niente, credo…suppongo mi abbiano addormentato …il vuoto, il nulla, il buio……Ops!… Siamo già al 12 marzo, ma, ma dove sono?? Cos’è sto’ tubo che ho in bocca? e quest’altri che mi vengono nelle narici? Perché ci sono tanti infermieri? Dov’è la mamma? Un’ infermiera pietosa mi ha spiegato che mi trovavo in un ospedale a Firenze. Ma dov’è la mamma? Mi ha lasciato sola? No, no, non è possibile!!…… Ecco, eccola, è là, è la mia mamma… “Mamma, mamma.. perché sono qui, che cosa ci faccio in questo letto fra tanti estranei?” In verità non so se le feci queste domande visto che non mi riusciva di emettere alcun suono dalla mia bocca; ma di certo vidi il suo viso triste ed abbattuto e… capii …compresi la gravità del fatto di non riuscire a  muovermi, mi sarebbe piaciuto sapere se era una situazione  momentanea … o se durava.. ma non lo chiesi e non volli chiederlo né alla mamma né al papà.  Non volevo dar loro altre sofferenze.  Iniziai allora a vivere giorno dopo giorno sempre o quasi con il sorriso sul volto. Non piansi, non mi disperai, non urlai il mio tormento e alla tristezza privilegiai solo la tanta voglia di vivere. Sono stata fortunata mi dicevo, fortunata perché ho avuto il destino dalla mia parte che nonostante tutto mi ha voluto ancora qui viva su questa Terra dove rimarrò finché Dio vorrà.  Non mi reputo sfortunata perché quel momento, mi cambiò vita sì,… ma mi aiutò anche velocemente a maturare…  a cambiare idee,  atteggiamenti , a capire qual è il vero senso della vita umana. Rimasi per tre mesi in Rianimazione poi fui trasferita a Careggi in Neuropsichiatria infantile… “Che botta!!”… Momento davvero non facile al quale ho dovuto reagire prendendo dentro il mio cuore e da mia madre la forza di combattere e non soccombere ai continui shock esterni provenienti dalla costrizione a vedere situazioni terribili di altri bambini, di altre famiglie distrutte e disperate nella lotta alla sofferenza della vita dei propri disgraziati figli. Ho iniziato così ad amare la vita appieno … a riconoscere che ogni attimo dei nostri tempi va vissuto pienamente con tutto il cuore e l’anima.

Un balzo ancora nel tempo e… wow, eccomi a settembre. Il ritorno a scuola, nonostante avessi frequentato solo 2 mesi ero stata promossa in seconda, “che bello!!…” i compagni appena conosciuti nei due mesi precedenti “il fattaccio” mi sono sempre  vicini e… il tempo passa, passa,  passa…fra mille travagli ma passa. In un lampo mi ritrovo a 13 anni, l’esame di terza media… e finalmente un aiuto serio a ritrovare parte del mio corpo addormentato e ricerca della mia abilità nella mia disabilità. Cominciai così finalmente a praticare una riabilitazione motoria ponderata, professionale ed intensa; lavoravo 5 /6 ore al giorno per 5 giorni a settimana, ma per me non è mai stata una fatica in quanto mi faceva sentire sempre più forte… più energica…più attiva e nessuno pareva potesse più  fermarmi. Ero felice, attiva, piena di interessi e tutto pareva riuscirmi alla grande…ma troppo spesso c’è un “ma”  e  alla fine ce l’hanno fatta. Mi hanno fermata e lo hanno fatto per diverse volte senza mai preoccuparsi veramente di cosa volessi io e di come desiderassi vivere e peggio ancora calpestando continuamente la mia dignità di essere umano perfettamente ragionante nonostante usassi due ruote al posto di due gambe. Vedo, allora, l’amore della mia mamma che  madre e donna veramente forte ed in gamba inizia la sua battaglia “lancillottiana” come spesso la definisce lei stessa; la vedo lottare come una tigre per i suoi tigrotti al fine da garantirmi la mia piena dignità ed il massimo rispetto dei miei diritti umani. Intanto, io guardavo la forza e l’amore che mamma Laura metteva nelle cose, pensavo “da grande devo diventare come lei”… così non avrò mai paura di niente!!!!!

Altro traguardo con i miei 15 anni e la scelta importante per il settore di studi che mi avvierà alla vita lavorativa futura. Tante domande, mille idee, centinaia di dubbi e la paura di sbagliare ma anche e soprattutto la voglia di fare, decidere, sbagliare e vincere tutta da sola. Fatte le debite considerazioni sia pratiche che di aspirazioni infine decisi per L’ISTITUTO PROFESSIONALE ALBERGHIERO DI MONTECATINI.  Purtroppo come spesso accade quando già si combatte con dei problemi ci si ritrova dinnanzi a mille latri peggiori del male stesso che ti è toccato;  non fu facile inserirmi in quella scuola dove già dall’iscrizione risultai non essere ben accetta, io che ero fermamente convinta della decisione non mi feci intimidire però e continuai per la strada da me scelta senza fermarmi e cercando sempre di ottenere il massimo. Il primo anno è passato ed i miei risultati sono stati ottimi nonostante tutto. Il secondo anno non è stato di certo più coinvolgente dal punto di vista sociale infatti mi veniva sempre meglio delineato ed in seguito addirittura affermato e confermato il fatto  che ero un … “peso” per tutti loro. “Cosa ho fatto di male? Perché c’è l’hanno con me?? Perché mi vedono diversa da quello che sono, perché alzano tante barriere?” “Perché tanta paura del mio stato?” “le gambe, un braccio, in meno o in più non cambiano un cuore ed un cervello!!”. Con dolore ma con tanta determinazione e gioia per la vita continuo comunque imperterrita il mio cammino  esistenziale e al terzo anno (scelsi ricevimento), trovai compagni meno superficiali ed incomincia  solo  allora a sentirmi  accettata, considerata e compresa nella mia uguaglianza sostanziale. Non mi arresi mai e la mia battaglia per dimostrare che ero uguale a loro anche senza l’uso delle gambe incominciò a portare i suoi primi frutti succosi e confortanti per il mio animo. Mi accorsi però che tutti i miei amici erano più grandi di me, ( anche di 35 anni in più) e cercai di spiegarmene il motivo nonostante sapessi di certo che l’età per me non rappresentava alcun problema. Cercavo di capire il perché di non riuscire ad uscire con persone della mia età ed ero preoccupata del fatto che potessi in qualche modo esserne io l’inconsapevole causa con un mio inconscio atteggiamento di distacco verso di loro che ritenevo superficiali e indifferenti. Quante volte ho meditato, quante volte ho tormentato mente e cuore per darmi una risposta obiettiva a tale quesito!!! … Poi… compresi che non era colpa mia e seppur tristemente realizzai che è naturale per i ragazzi della mia età avere un forte desiderio di divertirsi, cosi come in fondo lo desidero anch’io. Colsi il nocciolo fondamentale della questione che si materializza nella molteplicità delle strutture non adeguate per i disabili o per meglio dire non adatte a tutti; infatti mi resi conto che… seppure i compagni avrebbero avuto piacere di avermi con loro più spesso venivano frenati dalle continue difficoltà strutturale a cui sarebbero andati incontro ed a cui avrebbe dovuto rispondere con una professionalità che non si deve a tutti. 

Peccato!!! Basterebbe poco, maggiore attenzione e… molto sarebbe risolto. L’amicizia è uno dei valori più importanti della vita ed oggi è quanto più rilevante far si che non venga meno in questa società sempre più priva di valori essenziali a favore di altri più futili e materialisti come: SOLDI E POTERE!!! Qualche volta ho sentito dire che i soldi fanno la felicità, ma io… non sono molto d’accordo e mi nasce spontanea una domanda: “Perché anche persone ricchissime si suicidano, visto che hanno avuto la fortuna di avere tutto.. e  quindi di possedere la felicità?”. Beh! A me, questo fa pensare che… la vera felicità non sia data dal semplice possesso di cose e denaro, ma che debba necessariamente essere cercata e trovata dentro il nostro cuore, nelle vere amicizie, nei gesti sinceri, nei veri valori che danno senso alla nostra vita terrena.

Ora mi trovo in quarta superiore e studio per il settore Turistico, e nonostante quella che mi apparse come una brutta notizia all’inizio dell’anno, mi sembra di aver iniziato un anno favoloso. La notizia che mi apparve brutta fu il cambio totale dei miei compagni di classe, tranne 5 dei “vecchi” che come me studiano lo spagnolo. La mia delusione iniziale fu grande ed il mio cuore era di nuovo in tumulto nell’incertezza e nella paura di affrontare nuove persone e nuovi dolori,   con l’andare dei giorni però mi accorsi di trovarmi in mezzo a molti ragazzi che hanno una bontà d’animo a dir poco grandiosa.

 L’avevo detto che mi sembrava un anno buono, ne avevo avuto il sentore e alle cose belle che mi erano accadute ecco aggiungersi l’evento tanto atteso da tutti gli adolescenti.  8 ottobre 2002… 18 anni fa nacqui ed ora eccomi come di un lampo MAGGIORENNE!!…Bisognava per forza festeggiare ed i miei non si sottrassero da tale compito, anzi mi prepararono una festa stupenda.  Parteciparono persone  provenienti da molte parti d’Italia: Napoli, Rimini, Roma, Milano, Veneto ecc… Sentii il mio cuore colmarsi di gioia, traboccare di amore, di affetto e di mille emozioni che  non riuscivo ad esprimere tutte.  Non fini li, “botta finale”,  mio zio… il mio dolce zio Salvatore, non fece finire in quel momento la mia festa, anzi volle prolungarla e portarla fino a Nola (mio paese d’origine). Che trepidazione rivedere la mia città natia e tutti quelli con cui avevo vissuto la mia infanzia! Non potevo far altro che ringraziare il Signore per avermi donato tanto.  Ora… sono grande, si, ma… sono certa che non lascerò mai che una parte di bambina rimanga dentro di me per darmi sempre la voglia e la fiducia nella vita seppur convivendo con la maggiore responsabilità che da questo momento dovrà accompagnare ogni mio gesto.  I sogni a volte sono illusioni ma… non bisogna permettere a nessuno di farci smettere di sognare!!!! Il mio sogno più grande è portare l’amore in tutto il mondo… e chissà che un giorno diventi possibile.  La speranza è l’ultima a morire ed io naturalmente darò tutto il mio contributo per realizzare questo SOGNO. UN SOGNO DI AMORE, DI COMPRENSIONE, DI ASCOLTO, DI TOLLERANZA E DI CIVILTA’.

 

Amiy

 

4/16/2009

Il sogno che si realizza

 

Se ci si crede fino in fondo a volte i sogni si realizzano, questo è quello di Ugo

 

4/10/2008

ELEZIONI POLITICHE 2008

 

Il 13 e 14 aprile ci sono le elezioni politiche, e quindi anche noi cittadini considerati “diversamente abili” andremo alle urna.

Facendo una piccola ma essenziale premessa che non facciamo nessun tipo di propaganda politica finalizzata, riteniamo tuttavia giusto condividere, divulgare ed approvare, tutte le iniziative a nostro favore.

Quante volte abbiamo votato sperando che qualcuno pensasse pure a noi e invece abbiamo appurato che è stato tutto sciupato?

Questa volta invece è nato un movimento politico M.E.D.A (Movimento Europeo Diversamente Abili) che ha come scopo principale, proprio l’iniziativa di difendere tutti i nostri diritti. In questa occasione più che mai, dovremo tentare di essere uniti, magari stavolta finalmente qualcosa potrebbe essere ottimisticamente positivo...e tentare ancora non è male. Per chi vuole informazioni perché ancora non sa niente di questo movimento, e non ha mai ascoltato o visto sui media loro conferenze stampe, noi abbiamo trovato un loro sito al link: http://www.ilmeda.it/.

 

Infine facciamo una importante precisazione per evitare fraintendimenti, è cioè che questo movimento non va confuso con la nota associazione M.E.D.A. già presente nel nostro elenco a sinistra, nel modulo siti utili per disabili. Sono due movimenti seppur diversi e distinti, che però condividono la stessa idea (tutelare i diversamente abili).

11/11/2007

Catamarano "LO SPIRITO DI STELLA"

 

Sabato pomeriggio il 10 novembre guardando la tv, mi sono soffermato per caso sulla trasmissione di rete 4 Pianeta Mare (che poi ho scoperto dopo su internet, era la replica della puntata andata in onda domenica 4 novembre), dove trasmettevano un servizio su un catamarano dal nome “lo spirito di stella”. Una barca intenzionalmente costruita per persone disabili, e quindi privo di barriere architettoniche. Oltre ad immagini varie sull’imbarcazione, c’era anche l’intervista ad Andrea Stella, colui che ha realizzato il progetto, un uomo in carrozzina per la lesione alla colonna spinale, che ripresosi dal tragico episodio capitatogli in America,  ha coltivato il sogno di tornare a navigare come in passato. Preso però atto, che al mondo non esisteva un'imbarcazione nella quale una persona disabile poteva essere autonoma sia per le esigenze personali sia per partecipare alle manovre veliche, con il supporto della propria famiglia ha trovato il modo di far realizzare questo catamarano grazie anche alla collaborazione di numerose persone che si sono prestate per realizzare questo suo sogno.

Insieme all'imbarcazione è nata anche un'Associazione Onlus, che prende il nome della barca, e che come  slogan dice: "Se abbiamo reso usufruibile, comodo e funzionale un mezzo tradizionalmente inaccessibile perché non utilizzare la stessa filosofia progettuale per migliorare gli standard di accessibilità delle nostre città, degli edifici e dei mezzi di trasporto? Perché in sintesi non si possono realizzare progetti integrati che consentano a tutti, indipendentemente da handicap o da limitazioni, di vivere meglio?

Recentemente l’associazione si sta impegnando in altri progetti che speriamo anch’essi si realizzino.

 

Per chi è curioso ed abbia voglia di saperne di più sull’argomento e sulla barca, su internet ho trovato il sito all’indirizzo http://www.lospiritodistella.it/index.html

 

 

  Massimo

 

 

9/28/2007

“Il coraggio e la tenacia sono la vera forza”

 
 
Premessa:
Siamo molto contenti ed anche un po’ orgogliosi del nostro modestissimo impegno svolto fino ad oggi, perché sono sempre più numerosi gli amici o semplici visitatori di questo blog che ci consentono di pubblicare i loro racconti e/o lettere personali con esperienze e pensieri della propria vita. Questa condivisione è secondo noi un mezzo per dare nuovi stimoli e forza, a tutti coloro che affrontano quotidianamente problematiche simili. Questo serve a farci sentire (e non ci stancheremo mai di dirlo anche se siamo ripetitivi) maggiormente consapevoli di non essere gli unici e quindi facendoci  sentire anche un po’ meno soli, in questa società che tende a emarginare per convenienza le persone disabili, anziani, omosessuali, etc. Se noi riusciamo a restare in qualche modo uniti anche se solo emotivamente, riusciremo a non arrenderci con tanta docilità e renderemo dura la battaglia a chi vuole, a tutti i costi, convincerci che siamo  “diversi”. In realtà sono loro “limitati” che non sanno lasciar vivere…..
Questa è la lettera di Ugo da Gorizia (un amico affezionato del ns. blog e nostro amico personale da tanti anni), che è stata pubblicata anche sul giornalino dell’associazione A.I.A.S. (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di cui lui fa parte. Scrive con energica emozione, il suo coraggio e la voglia di vivere la vita a tutti i costi senza nessuna barriera.

Lettera: 
 
  L'Associazione Arma Aeronautica di Monfalcone, in collaborazione con Club 77 Monfalcone e Associazione Isonzo Gorizia, ha organizzato battesimi del volo per i diversamente abili, ogni fine settimana di settembre 2007 sull'Aeroporto di Gorizia.
 
“Il coraggio e la tenacia sono la vera forza”
 
“…A volte, quando ero piccolo, guardavo un aereo che passava sopra la mia testa… alzavo gli occhi e  pensavo quale sensazione avrei potuto provare volando...”
La parola “VOLARE” è semplice da pronunciare ma complessa da capire …Per me, che sono una persona disabile, il significato di questa parola vuol dire “libertà di vivere senza ostacoli e senza regole”…
Sabato mattina, l’8 settembre 2007, siamo andati con la nostra Associazione A.I.A.S. (Associazione Italiana Assistenza Spastici) - Sezione di Monfalcone, a visitare l'aeroporto “Duca d'Aosta” di Gorizia, già aeroporto militare, che ospitava tanti aerei biposto e alianti.
La nostra guida, un esperto pilota, ha chiesto se c’era qualcuno che voleva provare a volare…; inizialmente ho pensato che non ce l’avrei fatta, anche se c’era il comandante ad aiutarmi, ma poi ho preso coraggio e mi sono offerto volontario…
L’esperienza è stata fantastica, soprattutto quando il pilota mi ha lasciato il comando e mi ha fatto capire che tutto è possibile nella vita, basta crederci e volerlo fino in fondo…
Per questo motivo, mi sento di suggerire a tutte le persone disabili come me di trovare prima di tutto dentro se stessi la volontà e la forza di sentirsi un vero uomo, perché credo che solo in questo modo riuscirete a dimostrarlo anche a chiunque pensa il contrario.
Ottenendo ciò che volete voi e non, come accade spesso, quello che pensano gli altri sia meglio, potreste dimostrare di essere una persona viva dentro e che spesso la mente può ottenere ciò che il corpo vi nega.
Quindi vada il mio ringraziamento e quello dei miei amici dell'A.I.A.S., Fabio e Giorgio (che hanno provato come me, quel giorno, l'esperienza del volo) agli organizzatori della manifestazione ed in particolare al comandante pilota.
 
Ugo Stella
 
 
8/3/2007

Una risposta o suggerimento per Roberto

Pubblichiamo l'email ricevuta da ROBERTO, un 44enne campano.
Questo è l'unico modo che abbiamo per sostenerlo e chiediamo a chiunque legga di darci un suggerimento, un consiglio utile perchè ricordiamo che disabili si nasce, si diventa, soprattutto nessuno è immune
 
DATEMI VOCEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!
 
Sono affetto da due sindromi multifattoriali, non riconosciute(sindrome da affaticamento cronico,sindrome fibromialgica),sono affetto da spondilite anchilosante,ho la colonna vertebrale invasa da ernie discali,protrusioni,e cisti di tarlov,ho avuto un piccolo episodio ischemico cerebrale,il quale mi ha causato totale cecità all'occhio sinistro,totale sordità all'orecchio sinistro,gravi problemi di deambulazione alla gamba sinistra(mi muovo a fatica grazie ad una stampella),ho la vescica neurologica,quindi sono costretto all'autocateterismo,tutto ciò mi ha causato una depressione maggiore con autolesionismo(tentativi di suicidio)!!!!! Ho un lavoro part-time( 3 ore e venti minuti al giorno per sei giorni) ma purtroppo non ho piu' la forza di svolgere(attualmente sono in malattia)!!! Guadagno circa 500euro al mese,ma tra un debito con una finanziaria ed altre spese (medicinali ed esami non mutuabili) sono belli che spariti !!! Vivo con una zia materna(io non ho famiglia) anziana e vedova che percepisce una pensione di reversibilità di 500euro al mese, 320euro se ne vanno per pagare l'affitto,tra le varie bollette,non rimane nulla per mangiare!!!!!!!!!! INUTILI i miei INNUMEREVOLI APPELLI ALLE ISTITUZIONI !!!!!!!!!! NON MI DEGNANO NEPPURE DI UNA RISPOSTA!!!!! COSA DEVO FARE????????????????
 

SICILIA - MARE

 
Hotel Alberi del Paradiso ****
 
Offre 4 camere per disabili, per un totale di 8 posti letto.
 
A poca distanza dal centro storico di Cefalù,nel parco delle Madonie (PA)  è uno tra quelli che reputiamo più accessibili.
Consigliamo di recarsi con la propria auto, perchè anche se offre un servizio navetta per la spiaggia privata, non abbiamo verificato se abbiano anche dei mezzi per il trasporto di disabili. Non sono previste navette per le uscite serali. Ma la città di Cefalù ha un servizio taxi e le FF.SS. nei pressi di molti alberghi, non molto distante dal centro storico e pochissime centinaia di metri dal lungomare. Al mare in una città medievale, per poter scegliere tra storia e relax.
 
Al link sotto riportato potete vedere alcune foto dell'hotel, tariffe e recapiti
 
 
 
Kastalia Hotel, Villaggio, Residence
 
Per tutti i gusti e tutte le esigenze, basta visitare il link per trovare la formula e la sistemazione più adatta a voi.
Fantastico a Capodanno e Favoloso in Estate...il tutto in un clima quasi tunisino, visto che Ragusa si trova molto vicina alla Tunisia.
6/23/2007

"ACCESSO AL SESSO" - il libro di Bruno Tesacari

 
Tratto dal quotidiano online AFFARI ITALIANI
 
 
Kamasabile/ ”Accesso al sesso". In un libro di Bruno Tescari, le domande e le risposte sul diritto alla libertà del piacere
Venerdí 22.06.2007 09:22

 
Porno/ E' lo spagnolo Josito il primo attore hard in sedia a rotelle : "Uno spagnolo di 23 anni, Josito, paralitico da sei anni a causa di un incidente stradale"
 
Il sesso è un diritto umano in quanto espressione di un istinto naturale. E come tale deve essere considerato anche per i disabili. Analisi medico-sociologiche non potranno cambiare questo assunto. Il problema reale non è se sia giusto che facciano sesso, ma se e come riescono a farlo, con soddisfazione e piacere di entrambi i partner”.

Non ha peli sulla lingua Bruno Tescari, presidente della Lega Arcobaleno, federazione di associazioni impegnate sui problemi della disabilità, e vicepresidente della Fish, la Federazione italiana superamento handicap. Le cose, reclama Tescari, vanno chiamate con il loro nome, senza ipocrisie e belle parole da convegno. Tanto che, lui, le parole più giuste le ha fatte dire proprio a chi la condizione della disabilità la vive sulla propria pelle. Nelle 23 interviste raccolte nel suo nuovo libro “Accesso al sesso – il kamasabile”, uno spaccato variegato del vissuto sessuale di persone con problemi di mobilità e genitori di disabili psichici.

Tescari, perché un libro sul sesso dei disabili?
"Perché l’Italia è un Paese sostanzialmente ipocrita e un po’ vigliacco, che rimuove il problema o lo relega ad analisi da laboratorio. Le pesanti ipocrisie che ingabbiano la tematica, non inquadrano i reali scogli che possono frapporsi fra il disabile, che è una persona non una categoria, è il suo piacere sessuale. Più che altro non inquadrano il concetto di libertà del fare sesso, che non può essere messo in discussione, né forzatamente intriso di falsi sentimenti e moralismi".

Che cosa emerge dalle sue interviste?
"Il disagio fisiologico, iniziale, nell’approccio con il/la partner legato ad oggettive difficoltà di movimento. Un altro aspetto, che risulta condiviso da molti intervistati, fa riferimento alla maggiore sicurezza che essi acquistano nel caso di relazioni durature: il tempo può aiutare a raggiungere un’intensa sintonia, che sopperisce spesso con successo alle difficoltà di movimento o alla scarsa sensibilità di alcune parti del corpo. Molti dei disabili intervistati raccontano come le loro prime esperienze siano state caratterizzate da un certo imbarazzo e dalla paura di non essere all'altezza, soprattutto per gli uomini con disabilità. Qualche elemento di criticità si riscontra anche nell’ambito del desiderio, dell’attrazione sessuale: mentre le donne non disabili accolgono con molta più apertura e disponibilità la condizione di disabilità del loro compagno, l’uomo, al contrario, si rivela più selettivo e ritroso con una compagna diversamente abile".

Non è solo un problema fisico...
"Sul fronte del disagio psichico la questione si complica: i genitori con cui ho conversato rivelano paure e imbarazzi nel venire incontro alle naturali esigenze sessuali dei figli. Dimostrano una quasi totale incapacità ad affrontare il nodo, così, nella maggior parte dei casi, fanno finta che non esista. Una negazione questa, che si traduce in una grave negazione della dignità della persona".

(Segue - "Il problema? Siamo un popolo di bigotti, che vivono il sesso spesso non serenamente, in maniera morbosa, come fosse una colpa...")

Qual è il reale problema che non viene affrontato?
"Proprio quello del lasciare la libertà al disabile di fare sesso consensuale quando e con chi vuole, senza analizzare il suo desiderio. Il disabile deve essere messo in condizione di fare un sesso soddisfacente. E mi riferisco in particolare a chi soffre di disagio psichico. Ma qui si inserisce un problema anche legislativo: nei luoghi di accoglienza e terapia la legge impedisce che la sessualità di queste persone venga soddisfatta, nonostante impulsi e desideri vengano ampiamente ed esplicitamente espressi. Mi chiedo, e chiedo ai loro genitori: perché non lasciarli fare sesso quando ne sentono il bisogno?"

Forse perché è facile, nel caso del disagio psichico, che si incorra nel rischio di abuso da parte di chi ha più potere e maggiore capacità di intendere?… Questo, Tescari, non può negare sia un capitolo sensibile…
"Io le dico che tutto quello che il disabile fa di sua spontanea volontà, senza violenza né coercizione per nessuno, è legittimo, giusto, benefico. Su questo fronte mi sono scontrato aspramente con gli operatori di settore…  E so che la strada in Italia sarà lunga per garantire questa libertà ai disabili psichici".

Quali sono gli ostacoli maggiori in questo cammino?
"La generale visione moralistica del sesso. Siamo un popolo di bigotti, che vivono il sesso spesso non serenamente, in maniera morbosa, come fosse una colpa. Le stesse famiglie dei disabili psichici sono così scandalizzate dall’espressione del desiderio sessuale dei loro figli, perché nei loro stessi letti non c’è serena libertà. Ne consegue, che si ripercuote sul disabile, un forte problema di barriera culturale che permea la nostra intera società. Liberiamoci degli stupidi tabù, e ne trarrà beneficio il nostro cammino di civiltà.

Paola Simonetti

“Accesso al sesso – il kamasabile”
di Bruno Tescari
Pagine 230
Info per l’acquisto:
brunotescari@virgilio.it
Tel.: 0774.332918

5/21/2007

LETTERA DENUNCIA DI BRUNO

 
PREMESSA:
Come speriamo avete letto nella presentazione di questo blog, uno dei motivi per cui è stato realizzato, è per dare libero spazio a chiunque voglia farlo, di inviarci le proprie storie personali. Pertanto pubblichiamo volentieri, con grande stima ed affetto per il coraggio dimostrato, una lettera personale dai forti contenuti, in cui si comprende in maniera chiara, tanta sofferenza e disperazione interiore. Il testo ci è stato inviato dalla figlia dell’autore (amica e frequente visitatrice di VODIS), ed è stato scritto dal padre, un onesto signore non più tanto giovane, ma con sentimenti così nobili, da offrire un insegnamento di vita a tutti noi. Egli ha deciso come ultimo tentativo per la risoluzione definitiva della sua grave vicenda che da troppo tempo ormai deve ingiustamente affrontare, di spedire una lettera di denuncia a varie istituzioni e associazioni responsabili del nostro paese, che sono come sempre troppo assenti e incompetenti. Il gruppo VODIS, si augura tanto che questa storia possa concludersi in maniera positiva, e diciamo al padre, alla figlia e marito, non siete soli, vi siamo moralmente vicini. La vostra forza è un messaggio di stimolo anche per tante altre persone come noi che si trovano in situazioni simili, nel continuare a combattere le proprie battaglie, per ottenere i diritti e la dignità di esseri umani, che a noi disabili vengono incivilmente troppo volte negati o calpestati.
 
LETTERA:

  Egregi Signori,

 
mi chiamo Bruno ho 71 anni, portatore di handicap al 100%, insulinodipendente, malato di cuore, mi manca una gamba e all’altra ho solo un dito il resto è stato mangiato dalla cancrena.
Tutta la mia vicenda è spiegata negli allegati che spero siano letti da qualcuno che si degni di fare un po’ di giustizia.
Anche se ormai penso che non esista più giustizia in questo Paese, io che l’ho servito per 20 anni nella Marina Militare ed altri 20 alla Corte dei Conti ci credevo,  ma ora non ci credo più.
Ho amato il mio Paese, la mia famiglia, sfortunatamente tutto il mio orgoglio e la dignità di essere uomo l’ho persa, calpestata da un figlio di 43 anni, che ha avuto tutto dalla vita ma crede di non aver avuto nulla e ha tolto quel poco di dignità che restava a me; aiutato, anzi scusato ed incoraggiato da un iter burocratico fatto di persone che mi hanno ormai annientato.
Oltre l’enorme difficoltà di ottenere il riconoscimento dell’invalidità, (circa due anni a fronte di massimo 8 mesi per legge)  ed oltre al fatto che ovviamente non ho ancora l’assegno di accompagno ed i relativi arretrati,  non riesco a rientrare in possesso della mia casa  di Roma, perché occupata da mio figlio Salvatore, che la tiene in condizioni igienico sanitarie disastrose, che ha riempito la sua stanza con cumuli d’immondizia e preso possesso della mia,  e della quale continuo a pagare un mutuo  di  circa € 650,00.
Mio figlio come alcune autorità in indirizzo sanno bene, non ha famiglia propria ed è dipendente statale in grado di mantenersi pienamente da sé, mentre io sono costretto a vivere nella piccola casa di mia figlia Laura e di mio genero Franco che mi accudiscono e finanziano con la massima cura ed amore.
Nei primi mesi, in cui mio figlio si è rifiutato più volte di prestarmi cure di qualsiasi tipo, ho alloggiato nella camera matrimoniale di mia figlia, ma stanco di togliere qualsiasi intimità alla coppia ho preteso di andare a stare nell’unica piccolissima stanza di cui dispone la casa che però non mi permette di spostarmi agevolmente con la carrozzella da invalido.
Ho cercato in ogni modo di comunicare con mio figlio in maniera paterna, ma a nulla è valso il mio accorato appello di padre.
Per questo sono stato costretto, mio malgrado, con immenso dolore a rivolgermi alle autorità per cercare di uscire da questa invivibile situazione, per ritrovare un po’ di dignità di uomo ma il risultato è stato ancora più disastroso.
I Servizi Sociali del X Municipio di Roma, nella persona dell’Assistente Sociale,  alla prima richiesta d’intervento effettuato dalla S.A.V.E.R.  (Servizio di Aiuto agli Anziani vittime di violenze e reati), per constatare la situazione igienica sanitaria in cui il mio appartamento versa, si è presentata nell’abitazione occupata da mio figlio, che a suo dire è stato molto “minatorio”  nei suoi confronti tanto che la stessa non è riuscita a verificare lo stato della mia abitazione. Invece di domandarsi il motivo di tale comportamento di rifiuto ha pensato bene di stilare una relazione sfavorevole nei miei confronti, senza sentire la mia versione dei fatti.
Alcuni mesi fa dopo mie ulteriori rimostranze per iscritto e non, detta Assistente Sociale si è presentata a casa di mia figlia, con tale aria di sufficienza e supponenza tale da offendermi nell’atteggiamento e nelle parole, tanto da indurmi a farla accomodare fuori casa.
Se l’Assistente Sociale avesse, anche in minima parte, onorato la sua professione, mi sarei risparmiato due anni di grandi sofferenze.
Nel frattempo il Magistrato a cui è stata affidata la prima denuncia contro mio figlio, ha ritenuto, beato lui, di archiviare la stessa. Bel capolavoro: non era sua l’esistenza che andava a colpire.
Come già detto ritengo di essermi sempre comportato da buon cittadino e buon padre di famiglia.
 
         Ma ora sono indicibilmente stanco di questa vita e ho deciso di mettervi fine.
 
         A giorni, dopo aver sistemato alcune pendenze, mi ritirerò, comunque nella mia casa occupata da mio figlio che l’ha trasformata in una fogna;  non ingerirò più i medicinali né assumerò più insulina e ridurrò al minimo i pasti, spero che in questo modo potrò dolcemente e serenamente riunirmi a mia moglie Anna Maria, morta di cancro il 28 marzo 2004
        
         Ricordo a tutti, aldilà di ogni considerazione morale, che esiste una legge che viene puntualmente disattesa, L. 104/92 e successive modifiche che al primo comma recita testualmente:
1.     Finalità. – 1. La Repubblica:
a)     garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società;
b)     previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali;
c)     persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata;
d)     dispone interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata.
 
…Oltre il danno anche la beffa….
 
         Dichiaro con la presente di essere sano di mente. Mia figlia Laura e mio genero Franco mi hanno sempre trattato più che bene e che gli stessi abbiano il mio sincero ringraziamento per l’amore che mi hanno donato. Inoltre specifico che gli stessi sono completamente estranei a questa mia decisione.
 
         L’handicap lo accetto, alla mia dignità di essere umano e di uomo non posso rinunciare.
 
         Basta, basta, basta.  
                                                                       Vi saluto tutti.

 

INDIRIZZI A CUI LA LETTERA E' STATA SPEDITA

  
*******
 
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ON.LE  GIORGIO NAPOLITANO
Palazzo del Quirinale
00187 ROMA  
 
AL MINISTRO DELLA SOLIDARIETA’ SOCIALE
On.le Paolo FERRERO
Via Fornovo 8 – pal. A
00192 ROMA
 
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA
Piazzale Clodio 12 – 00195 ROMA
 
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
Dr. Piero MARRAZZO
Via C. Colombo 212 – 00147 ROMA
 
AL SINDACO DEL COMUNE DI ROMA
Dr. Walter VELTRONI
Piazza del Campidoglio 1 – 00186 ROMA
 
 AL PRESIDENTE DEL X MUNICIPIO
Piazza di Cinecittà 11 – 00174 ROMA
 
AL SERVIZIO DI IGIENE E SANITA’ PUBBLICA
Via Bardanzellu 8 – 00155 ROMA
 
AL S.A.V.E.R. 
Servizio di Aiuto agli Anziani Vittime di Violenza e Reati
c/o centro anziani S. saba
Largo E. Fioritto 2 – 00153 ROMA
 
MI MANDA RAITRE
Via Teulada 66 – 00195 ROMA
 
*******

4/24/2007

RACCOLTA FONDI

 

La vice presidente dell'associazione La Strada Per L'acobaleno (www.stradaperlarcobaleno.com), amica degli autori di questo blog, ci ha gentilmente chiesto in privato di poter far circolare una locandina per la raccolta fondi a sostegno del progetto campo estivo 2007 "ALLA SCOPERTA DELL'ITALIA ACCESSIBILE".  
A noi di VODIS, è sembrato giusto per dare maggior risalto ed aiuto a questa meritevole iniziativa, di pubblicarla anche qui, con la speranza che qualcuno possa aderire dando una mano, sia a farla circolare maggiormente, sia con la speranza che possiate dare anche un piccolo contributo economico (come abbiamo fatto noi) per la realizzazione dell'evento. Confidiamo nella vostra solidarietà e vi ringraziamo.
 
 
Per poter salvare sul vostro pc, stampare e distribuire la locandina, premere sul link qui sotto:
 
 
 
 
4/19/2007

AIUTIAMOCI

Sei disabile e viaggiatore, famigliare o amico di un disabile

con l’esigenza di trovare strutture ricettive accessibili?

 

 Allora aiutaci!!

 

Stiamo preparando un elenco aggiornato di tutte le strutture ricettive accessibili  e tu puoi aiutarci in modo molto semplice, bastano 3 minuti del tuo tempo.

Compila la SCHEDA DI ACCESSIBILITA’ per raccogliere tutte le informazioni utili per poterci aiutare reciprocamente.

 

Inviaci  una e-mail con oggetto: RICHIESTA SCHEDA.

 

Così potrai informarci di tutti i posti accessibili della tua città, della tua zona o in cui sei stato o andrai prossimamente….tutto può tornare utile.

 

Ricorda che molte informazioni potrebbero tornare utili anche a Te!! 

 

Il nostro elenco sarà disponibile a tutti pubblicato sul nostro Blog e in un nostro archivio.

4/2/2007

Auguri.....a Tutti!!!

 
   

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Convenzione sui diritti delle persone con disabilità

 
 
Sembra che venerdì 30 Marzo all'ONU, è stata firmata una convenzioni sui diritti dei disabili, una notizia molto importante, ma che ci risulta quasi del tutto ignorata da tv e giornali. La domanda degli autori di VODIS, come quella che si pone anche il giornalista della lettera, è:  Sarà qualcosa di veramente utile nei nostri confronti, o è soltanto un'altra legge (anche se questa internazionale) che si aggiunge a quelle tante già esistenti, ma quasi mai applicate nel nostro paese?
 

 
 
 
Caro Ferrero, vorrei essere con te New York
Venerdí 30.03.2007 11:53
 
Caro Ferrero,
vorrei essere con te a New York, nel palazzo di vetro dell'Onu
, a firmare per tutti noi la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Il 30 marzo 2007 per milioni e milioni di cittadini del mondo sarà una data storica, perché per la prima volta, nero su bianco, sarà scritto che la disabilità non deve essere motivo di discriminazione alcuna. E' una legge internazionale, vale in Occidente e in Oriente, a Nord e a Sud del mondo. Ogni singola persona con disabilità da questo momento in poi può appellarsi all'articolo 2, che vieta ogni discriminazione sulla base della disabilità, ossia "ogni forma di distinzione, esclusione o restrizione che abbia lo scopo o l'effetto di compromettere o annullare il godimento, allo stesso livello degli altri, di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali nel settore politico, economico,sociale, culturale, civile e in ogni altro ambito".
Nero su bianco, scritto e sottoscritto dalle nazioni del mondo. A partire dall'Italia, questa volta in prima fila, con la penna in mano. Perché in questo campo, incredibile a dirsi, nonostante tutte le difficoltà, i ritardi, le furbizie, le cialtronerie, siamo comunque un Paese civile, che ha capito almeno in teoria che cosa vuol dire integrazione e inclusione sociale di chi, per nascita o per destino, vive su di sé una diversità determinata da una disabilità fisica, sensoriale, intellettiva, relazionale. Uso le parole con precisione perché troppo spesso facciamo confusione e attribuiamo l'handicap alla persona, etichettandola, e non alla società o all'ambiente che non permette a ciascuno di esprimersi secondo le proprie capacità e desideri.
Io stesso sarei un pessimo contadino, e forse sono anche un pessimo giornalista, ma almeno posso fare il giornalista e mi hanno messo in condizione di farlo. Sta a me, a parità di condizioni, dimostrare le mie capacità. Tutto qui. Semplice, ma fino ad oggi, incredibilmente, un principio privo di una norma valida di riferimento per tutti, in tutte le lingue del mondo.
Ho visto in un convegno a Milano che tu, caro Ferrero, hai capito bene di che cosa stiamo parlando, e sono contento che un ministro della solidarietà sociale, e non degli esteri, firmi questa convenzione a nome dell'Italia, Forse anche questo è un segno importante che portiamo all'Onu, noi non siamo il Paese delle armi e delle diplomazie, ma abbiamo messo su un discreto sistema di solidarietà e di attenzione ai bisogni e ai diritti delle persone più deboli. E' che ci mancano soldi e convinzione, è che ogni momento dobbiamo difendere le conquiste di chi ci ha preceduto, è che dobbiamo sempre spiegare a chi è più giovane che le conquiste non sono mai acquisite una volte per tutte ma vanno difese e rinforzate giorno dopo giorno, anno dopo anno.
A 55 anni (quasi) sono felice di sapere che qualche decennio di battaglie (in minima parte anche mie) per i diritti di tutti ora si traduce in un frutto importante, che potrà anche non servire subito, ma che intanto c'è e può essere spiegato, diffuso, controllato nella sua traduzione pratica. Penso a quanti ancora faticano a trovare un lavoro (il 75 per cento delle persone con disabilità è disoccupato), a quanti non riescono a salire e soprattutto a scendere da un treno (solo un treno su quattro è accessibile in Italia), a quanti non riescono ad avere un valido insegnante di sostegno in una scuola davvero per tutti (e qui i numeri neppure sono chiari), a quanti ogni anno non riescono a vivere dignitosamente perché la pensione di invalidità è ridicola, e l'assegno di accompagnamento ogni tanto provano a toglierlo, come se fosse un privilegio e non un piccolo risarcimento per i costi aggiuntivi di una vita in salita.
Caro Ferrero, ora che hai la penna in mano e stai per firmare a nome anche mio, ricordati che metti anche la tua faccia su questo documento, e che nei prossimi mesi e anni le associazioni delle persone con disabilità, sempre più unite e combattive, ti chiederanno conto di quello che hai fatto, tu e il tuo governo, perché queste mie parole non siano un esercizio di retorica. Ma mi sembri una persona seria, e, per il momento, mi fido. Firma pure.

franco.bomprezzi@affaritaliani.it

3/3/2007

SCUOLA CHOC

 
Oramai sono sempre di più gli episodi di umiliazione nei confronti di disabili, di cui si sente parlare da tv e giornali. Leggete questo articolo e poi la lettera di commento del giornalista Franco Bomprezzi, che scrive al ministro della pubblica istruzione Fioroni.


Tratto dal quotidiano online AFFARI ITALIANI

 

Roma, bimbo autistico costretto a leccare la pipì dalla maestra

Venerdí 02.03.2007 15:00
 
L'ha umiliato, insultato e poi lo ha costretto a leccare la sua pipì dal pavimento. Lei è una insegnante di sostegno e lui è un bimbo autistico che per il nerovosismo non è riuscito a trattenersi dal farsi la pipì addosso. Non accade solo a Milano che i bambini subiscano violenze e vessazioni da insegnanti e vigilantes. Dopo il caso della maestra che ha tagliato la lingua dell'alunno chiacchierone e quello della guardia giurata che in biblioteca ha puntato la pistola alla tempia di un bimbo rumoroso, da Roma arriva questo nuovo caso-choc in uno dei più noti istituti della capitale. Siamo all’istituto Villa Flaminia, una delle scuole private cattoliche più rinomate della città.

Il pm Nunzia D’Elia, scrive il Velino, ha già chiesto il rinvio a giudizio dell’insegnante per i reati di violenza privatae abuso dei mezzi di correzione e a giorni verrà fissata l’udienza preliminare in cui un giudice dovrà stabilire se quanto denunciato dalla mamma della vittima è accaduto realmente e con quali modalità.

I fatti sono accaduti nel febbraio 2004. Marco, sette anni, è affetto da autismo. Da alcuni mesi, la mamma del piccolo Marco, su consiglio della scuola, aveva affiancato un'insegnante di sostegno alla maestra del Villa Flaminia, per meglio seguire il figlio durante l'orario scolastico. Era stata scelta la dotteressa Pamela Rossi, che veniva pagata duemila euro al mese dalla famiglia del bambino, in aggiunta alla retta colastica. La mamma del piccolo Marco aveva notato che proprio dal momento dell'assunzione dell'insegnante il carattere del figlio era cambiato in peggio: aveva cominciato a farsi la pipì addosso, cosa che non era mai accaduta. 

Ecco cosa accadeva a scuola - A quel punto la mamma decise di infilare un registratore digitale nello zainetto del bambino, per capire cosa avveniva durante l'orario scolastico. A sera, ascoltando la registrazione, la signora scoprì che il figlio non veniva nemmeno tenuto in classe con gli altrialunni, ma in un'aula a parte, in compagnia dell'insegnante di sostegno, che durante tutto il tempo rimaneva impegnata a preparare un proprio esame di specializzazione e redarguiva violentemente il bambino ogni volta che questo si faceva sentire. In una di queste occasioni, il piccolo Marco non riuscì a trattenere la pipì e il registratore ha documentato come l'insegnante lo minacciò di fargliela leccare e poi glielo fece fare davvero, costringendolo con il viso sul pavimento: "Adesso te l'ho fatta leccare, la prossima volta te la faccio bere", si sente distintamente sul registratore. Inoltre, secondo la mamma del bambino, in un'altra occasione l'insegnante avrebbe costretto il piccolo Marco a infilare la testa nel water del bagno. Ora si aspetta l'udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio. E si attende giustizia.

Tratto dal sito EDUCAZIONE E SCUOLA

 

Caro Fioroni, questa mattina ho un po' di nausea

Giovedí 01.03.2007 12:32

Caro Fioroni,
questa mattina ho un po’ di nausea. Leggo notizie che non vorrei vedere. Scrivo a te che sei il ministro della Pubblica Istruzione.

Ma lo vedi quello che sta succedendo? Non credi che sia il caso di alzare la voce, di battere i pugni, di parlare a tutti, non solo agli addetti ai lavori? Sono questi gli insegnanti “di sostegno”? Che fine sta facendo la legge sull’integrazione scolastica? Io sto male doppiamente, come giornalista che prova un certo imbarazzo, se non disgusto, a occuparsi di fatti squallidi e indecenti, e come persona disabile, perché non è un mistero che vivo e lavoro in sedia a rotelle, disabile “militante” da 55 anni….

Ai miei tempi (si dice così quando i capelli diventano grigi e poi irrimediabilmente bianchi) non c’era una legge per l’integrazione scolastica. Si faceva un po’ alla buona, eppure ce l’ho fatta e non ho subito soprusi, se non qualche battuta pesante, che fa anche bene perché ti abitua all’idea che nella vita le protezioni non servono granché. Ma adesso una legge c’è, e ce la invidiano in mezza Europa perché è un sistema pensato per favorire l’integrazione vera. Già. Sulla carta. Perché poi si scopre ogni giorni che gli studenti più fragili, i disabili intellettivi, sono “separati” e affidati a un meccanismo pedagogico a dir poco inquietante.

Che ne diresti se a un tuo nipotino facessero bere la pipì? O se le compagne di classe lo costringessero a mettersi in ginocchio? Possibile che l’unica arma sia quella della pressione burocratica? Della minaccia di licenziamento come se si trattasse solo di casi isolatissimi, da esecrare e basta? Io credo che occorra ben di più, e subito. Vai in televisione a parlare agli italiani, vacci con la forza della coscienza morale, fai appello a tutti, genitori, insegnanti, famiglie, operatori, amministratori. Questa è un’emergenza vera, e probabilmente stiamo scoprendo solo una minima parte delle nefandezze che si verificano ogni giorno e che vengono subite in silenzio, perché tanto si sa che nessuno può farci nulla. Forse è il momento di riprendere in mano la scuola dalle fondamenta. Pensaci caro ministro, e soprattutto fai qualcosa. Subito. 

franco.bomprezzi@affaritaliani.it

1/30/2007

"VOGLIO SESSO" E le suore lo accontentano!

Notizia del 28 gennaio 2007 trovata su - News > Libero Blog > Cronaca

Tratto da: dituttosututto.ilcannocchiale.it

Il pressante desiderio di relazioni intime di un giovane malato terminale di distrofia muscolare ha commosso le religiose di un ospizio. E queste hanno acconsentito a procurargli una professionista  

 
In risposta a un pressante desiderio di fare sesso, le suore di un ospizio di Oxford hanno partecipato alla ricerca di una prostituta per un ragazzo malato terminale. Nick Wallis, 22 anni, malato di distrofia muscolare aveva espresso il desiderio di avere almeno una volta nella vita un rapporto intimo con una donna. "Siamo arrivati alla conclusione che era nostro dovere sostenere Nick" ha spiegato una suora.
E così Suor Frances, responsabile dell'ospizio che ospita giovani invalidi, ha accontentato la richiesta del ragazzo che rischia di non arrivare ai trent'anni a causa di una grave forma di distrofia muscolare e che era deciso ad avere almeno una volta nella vita un rapporto intimo con una donna. "Siamo arrivati alla conclusione che era nostro dovere sostenere Nick sotto il profilo emozionale e aiutarlo a garantirsi la sua sicurezza fisica", spiega suor Frances. Non è stata una scelta facile. A capo di Douglas House Hospice, un ospizio da lei fondato nella celebre città universitaria inglese per l'assistenza a bambini e ragazzi affetti da devastanti malattie, la religiosa ha raccontato alla Bbc che in un primo tempo si è sentita totalmente spiazzata quando uno dei giovani invalidi - Nick Wallis, costretto alla carrozzella - ha chiesto il loro aiuto nella ricerca di una prostituta. Suore, medici, infermieri, amministratori dell'ospizio hanno dibattuto a lungo sul che fare.
Hanno innanzitutto esaminato se rischiavano di commettere qualche reato assecondando la richiesta di Nick e aiutandolo a organizzare un incontro erotico a pagamento. Su questo versante hanno ricevuto risposte rassicuranti. Il 'comitato etico' dell'ospizio è stato anch'esso sondato e non ha avanzato obiezioni sostanziali quando è stato informato che le condizioni mediche non permettevano a Nick di farsi una fidanzata e di poter quindi conoscere le gioie di un'intimità basata su un legame di amore e di reciproca attrazione. "Nick - racconta Suor Frances alla Bbc che sulle storie umane dell'ospizio ha girato una serie di documentari-verità - desiderava provare un'esperienza sessuale prima di morire e ha deciso che lo poteva fare soltanto a pagamento. Era pronto ad andare avanti con o senza il nostro sostegno e siamo giunti alla conclusione che era nostro dovere morale assisterlo". Un'infermiera dell'ospizio, Chris Bloor, ha materialmente collaborato con Nick per trovare via Internet una prostituta all'altezza del compito. L'incontro è avvenuto a casa del ragazzo, con un'infermiera del Douglas House Hospice e un secondo adulto in 'standy' in un'altra stanza "in caso di bisogno".
Nick ha detto alla Bbc che tutto è andato per il meglio: "Lei si è rivelata una donna affascinante, intelligente e piacevole di quasi trent'anni. Sapeva come fare con le persone nervose. Le due ore sono passate in fretta e in modo soddisfacente. Emozionalmente non è stata un'esperienza al cento per cento appagante ma mi ha dato fiducia e un certo grado di normalita"'. Il ragazzo non esclude la possibilità di un bis: "Non credo che necessariamente ripeterò l'esperienza ma nemmeno scarto quest'ipotesi". Suor Frances è contenta di quanto è successo e della pubblicità che il caso sta avendo: "Nick - afferma - ha messo la società di fronte ad un tabù. Anche le persone portatrici di handicap vogliono amore a pieno titolo ma troppo spesso sono vittime di pregiudizi sociali" 
12/21/2006

BUONE FESTE

 

 

AI VISITATORI E LETTORI

DI QUESTO BLOG 

 

 

    

 

11/11/2006

Frasi

 
 
 

 

10/23/2006

ARCHEOBUS? CHE VERGOGNA

 
 
TRATTO DAL FORUM DEL SITO LIBERATUTTI
NEWS (a cura di Sgrunt)
 
 
 
Io e Stefania, persona paraplegica su sedia a ruote, abbiamo deciso di sfruttare il servizio Archeobus del Comune di Roma, e gestito da Trambus Spa. Non un servizio qualunque: da tempo coltiviamo profonda sfiducia verso autobus, treni, pullman e metropolitane, per quanto riguarda il discorso dell'accessibilità a persone disabili. Proprio per questo abbiamo deciso con entusiasmo di sperimentare il servizio Archeobus (uno speciale autobus scoperto che effettua il giro turistico della Roma archeologica): perchè a differenza dei "comuni" trasporti, questo nuovo mezzo è pubblicizzato come dichiaratamente accessibile, e su tutti i mezzi in circolazione campeggia il logo dell'accessibilità a persone su sedia a ruote. Anzi, l'aspetto dell'accessibilità è quasi ostentato, tanto da averci indotto in passato a consigliare a nostra volta questo servizio pur non avendolo mai provato di persona. Stamattina, sabato 30 settembre, abbiamo quindi deciso, la mia compagna ed io, di provare il servizio, nonchè l'emozione di poter viaggiare per la prima volta su un autobus scoperto, dato che la totalità di quelli in circolazione non consente al viaggiatore disabile di accedere al piano superiore. Alle ore 10.30 passa il primo Archeobus, sulla via Appia Antica, alla fermata di fronte alla tomba di Cecilia Metella. Nonostante fosse mezzo vuoto, il personale ci comunica che la vettura in realtà era al completo, poichè nel viaggio di ritorno avrebbe dovuto "raccogliere" i turisti scesi per ammirare le rovine. Ci consigliano quindi di aspettare il prossimo mezzo. Per esperienza, mi ha sfiorato il pensiero che la pedana elevatrice fosse rotta, ma non ho avuto motivo di dubitare di quanto detto, infatti abbiamo aspettato. Alle ore 11.00 arriva una seconda vettura: al momento di salire ci dicono che la vettura non è idonea. Eh no, scusate, sul fianco della vettura campeggia tanto di logo di accessibilità, al piano superiore è presente il vano apposito per agganciare la carrozzina, e il servizio è ampiamente pubblicizzato come accessibile, cosa vuol dire non è idonea? Comprendiamo subito che sia l'autista che l'addetta, che per carità sono stati gentilissimi e non hanno colpe dell'accaduto, non sono stati assolutamente formati sul funzionamento della pedana elettrica. Non l'hanno mai vista, non sanno come farla funzionare, e neanche se funziona. Tant'è che offrono la loro disponibilità a sollevare la mia compagna "di peso" per i cinque scalini ("ci è toccato di farlo già in passato con un'altra persona disabile" ci viene dichiarato), offerta che fermamente rifiutiamo. Di fronte alle nostre richieste, aggiungono di aver telefonato tempo fa al meccanico preposto, senza aver ancora ricevuto alcuna risposta. Ci consigliano anche loro di aspettare il prossimo mezzo, cosa che ci siamo ben guardati dal fare. Potrà sembrare al lettore questa una questione di marginale importanza, e ripeto, non ci avrebbe scandalizzato se avesse avuto come oggetto un comune mezzo pubblico, non perchè non ci sarebbe stato di che scandalizzarsi, ma perchè abitudine e rassegnazione forse ci hanno sedato gli animi con gli anni. Ma quello che ci ha profondamente amareggiato, è stata la sensazione di essere stati traditi proprio da un servizio concepito, pubblicizzato, architettato, per ostentare il massimo grado di attenzione verso la clientela disabile. La Carta dei Servizi di Trambus Spa, ribadisce infinite volte la loro attenzione per la qualità del servizio, la massima sensibilità verso la clientela disabile, e l'alto grado di sensibilizzazione su questi temi trasmesso ai propri dipendenti. Viene persino comunicato, sempre nella Carta dei Servizi, che la loro centrale operativa è intitolata e dedicata ad "un ragazzo disabile che si è battuto perchè tutti possano avere una vita normale", cito testualmente. Queste sono le parole però, nel concreto abbiamo vissuto un servizio che non solo non era tecnicamente funzionante, ma anche se lo fosse stato, non era coadiuvato da personale in grado di farlo funzionare. Abbiamo una persona in carrozzina che si è vista passare davanti due corse senza potervi salire a bordo, e un pianificato sabato di gita ridotto ad una cocente delusione. Con la consapevolezza di essere stati "traditi", proprio da chi fonda tutta la sua comunicazione d'immagine su una ingannevole attenzione verso la clientela disabile.
9/29/2006

EUTANASIA

 
 
Eccoci qui tornati freschi e riposati dopo la lunga pausa estiva, ad affrontare subito un'argomento molto delicato come quello dell'eutanasia, che scuote sicuramente le coscienze di tutti noi.
Come avrete letto sui principali quotidiani o visto nei vari telegiornali in quest'ultimo periodo, questo tema è tornato a farsi avanti con prepotenza nel nostro paese. La richiesta di Piergiorgio Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, di essere staccato dalle macchine che lo tengono in vita, ha attirato l'attenzione del Presidente della Repubblica, che ha invitato tutti alla riflessione e al dibattito. Il mondo politico propende per la negazione dell'eutanasia, e sembra abbastanza compatto, ma noi cosa ne pensiamo? Il gruppo Vodis è molto combattuto, e non riusciamo ad avere una posizione chiara sull'argomento, del resto come sarebbe possibile? Da una parte ci piace sostenere il diritto alla vita innanzitutto, specie in un mondo fragile come quello odierno dove mollare sembra ogni giorno di più la cosa giusta da fare. Però d'altro canto conosciamo bene l'iter delle malattie progressive e la ferma e lucida volontà di molte delle persone colpite da questi mali, di interrompere il proprio cammino ai primi sintomi di aggravamento che preludono senza sorprese all'uso del ventilatore per respirare, al successivo ricovero in ospedale, e al definitivo attaccamento alle macchine. E' spesso un tam tam diffuso, nelle case, negli ospedali, quello di queste persone che hanno stabilito già in tenera età il da farsi una volta arrivati al punto di non ritorno. Del resto a quale disabile in condizioni anche molto meno gravi non è mai venuto in mente di terminare la propria esistenza? Pertanto il gruppo Vodis si tira indietro stavolta nel dare un giudizio preciso come Ponzio Pilato, perchè non abbiamo il coraggio di alzare o abbassare il pollice su un dramma così intimo e meditato. Se però qualcuno di voi ha delle idee proprie più convinte della nostra lasciateci il vostro commento.....
7/28/2006

Vacanze Estive

L'estate è ormai inoltrata, e si pensa a mete vacanziere, a viaggi affascinanti e piccole escursioni. Molti sono già partiti e forse anche tornati, altri invece andranno presto.

Anche per noi di VODIS è giunto il momento di prenderci un po’ di pausa e quindi ci rivediamo a settembre. Un saluto a tutti i nostri visitatori ed amici e BUONE VACANZE.

 

7/10/2006

Mondiali di calcio GERMANIA 2006

 

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VINCITORI PER LA 4° VOLTA 

1) 1934 (in Italia)

2) 1938 (in Francia)

3) 1982  (in Spagna)

4) 2006 (in Germania)

 

 I risultati dell'Italia in questa edizione

 

Prima fase

Italia - Ghana = 2-0 (Pirlo 40', Iaquinta 83')

Italia - USA = 1-1 (Gilardino 22', Zeccardo 27' a.r.)

Rep. Ceca - Italia = 0-2 (Materazzi 26', Inzaghi 87')

 

Ottavi di finale

Italia - Australia = 1-0 (Totti 95' Rig.)

 

Quarti di finale

Italia - Ukraina = 3-0 (Zambrotta 6', Toni 59', 69')

 

Semifinale

Germania - Italia = 0-2 d.t.s. (Grosso, Del Piero)

 

Finale

Italia - Francia = 1-1 d.t.s (Zidane 7', Materazzi 19') (5-3 d.c.r)

 


Sito ufficiale dei mondiali: http://www.fifa.com/worldcup/archive/germany2006/index.html

 

7/6/2006

Il Profeta

 

I VOSTRI FIGLI

(Gibran Kahlil) 
 
 
 
I vostri figli non sono figli vostri:
sono i figli e le figlie
della forza stessa della vita.
 Nascono per mezzo di voi ma non da voi.
 Dimorano con voi tuttavia non vi appartengono.
Potete da loro il vostro amore
ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo
ma non alla loro anima, perché la loro anima
abita la casa dell'avvenire che voi non potete
visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo
ma non pretendere di renderli simili a voi,
perché la vita non torna indietro
nè può fermarsi a ieri.
Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive,
i vostri figli sono lanciati in avanti.
L'arciere mia al bersaglio sul sentiero
dell'infinito e vi tiene tesi con tutto
il suo vigore affinché le sue frecce
possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia
nelle mani dell'arciere poiché egli ama
in egual misura e le frecce che volano
e l'arco che rimane saldo.
 
 
      

 

6/1/2006

Si congeda un genio

Premessa:

Tramite amici è pervenuto al gruppo VO.DIS, una lettera che sembra sia stata scritta di pugno da Gabriel García Márquez uno dei più grandi scrittori Latinoamericano, premio Nobel per la letteratura nel 1982. Secondo quanto riportato nel file in diffusione tramite internet, l’autore ritiratosi dalla vita pubblica per ragioni di salute sempre più gravi: cancro linfatico, ha spedito una lettera di congedo ai suoi amici. Sulla veridicità della notizia (anche se noi siamo piuttosto dubbiosi ) non ci assumiamo nessuna responsabilità poiché non siamo in grado di verificarla, tuttavia abbiamo deciso di pubblicarla e vi suggeriamo di leggere questo breve testo con attenzione, perchè è veramente commovente, e chiunque l’abbia scritta merita ammirazione. 


Lettera:

Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico.

Valuterei le cose, non per il loro valore, ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei quando gli altri dormono. Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato.

Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice, e prima di tutto butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.

Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole. Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali. Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.

Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi! A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza.

Ho imparato così tanto da voi, Uomini...  Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l’ha catturato per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi. Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.

Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.

Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.


Biografia ed Opere:http://www.it.wikipedia.org/wiki/Gabriel_Garc%C3%ADa_M%C3%A1rquez

5/21/2006

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5/10/2006

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